Diario Quotidiano

Le storie sono finte. I conti tornano — anzi, non tornano.



L’odore di marzo sulle scale

Ferraro · Giorno 1 di 27

28 Febbraio 2026

Giorno 1 — L’odore di marzo sulle scale

La Punto fatica a partire, il motore tossisce due volte prima di accendersi. Sara gira la chiave con più forza del necessario, le mani già fredde nonostante i guanti di lana. Tommaso e Sofia sul sedile dietro, Sofia con Pallino stretto al petto, Tommaso che batte i piedi contro il sedile per scaldarsi. «Mamma, quanto manca?» chiede Sofia, e Sara risponde senza voltarsi: «Cinque minuti, amore. Resisti.»

Il Conad è mezzo vuoto, le luci al neon troppo bianche. Sara spinge il carrello tra gli scaffali, controlla le etichette, pesa le mele una a una. «Queste vanno bene» mormora, mettendo nel sacchetto quelle con qualche macchia. Tommaso chiede un pacchetto di patatine, Sara scuote la testa. «Oggi no.» Lui non insiste, sa già la risposta.

Fuori, il vento spazza via le ultime foglie secche dal parcheggio. Sara carica le buste nella Punto, tre rampe di scale da fare a piedi. Sofia insiste per portare il sacchetto del pane, lo stringe con entrambe le mani come fosse un tesoro. «Attenta, non farlo cadere» dice Sara, ma sorride. L’aria è diversa, più leggera. Non è più gennaio.

A casa, Marco è già tornato, la giacca ancora addosso. «Hai preso il caffè?» gli chiede Sara, e lui annuisce, indicando la moka sul fornello. «L’ho lasciata pronta.» Sotto la tazzina, un biglietto: Buon primo giorno. Sara lo piega e lo infila nel cassetto della credenza, insieme agli altri.

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