Il forno emette un bip secco, e Marco tira fuori la teglia con la pizza surgelata. La crosta è bruciacchiata sui bordi, ma il formaggio si è sciolto abbastanza. Sara taglia le fette con un coltello da cucina, la lama che gratta contro la carta stagnola. «Mangiate, che si fredda» dice, anche se lo sa che i bambini non hanno fame. Tommaso sposta la mozzarella con la forchetta, Sofia invece addenta la sua fetta come se fosse un panino, le briciole che le cadono sulla maglietta.
Dopo cena, Sara li mette a letto con la promessa di un capitolo in più di Pippi Calzelunghe se stanno zitti. Funziona. Quando torna in soggiorno, Marco ha già aperto due Moretti e acceso la TV. Il volume è basso, il film è uno di quelli che danno il venerdì sera, con gli attori che gridano troppo e le esplosioni che sembrano finte. Sara si siede sul divano, le gambe piegate sotto di sé, e dopo dieci minuti già sbadiglia. Marco la guarda di sottecchi, ma non dice niente. Sa che tra poco si addormenterà con la testa appoggiata al suo braccio, e lui la lascerà fare.
Il rubinetto del bagno gocciola ancora. Toc. Toc. Toc. Un ritmo regolare, fastidioso. Marco spegne la TV quando Sara inizia a russare piano, la copre con il plaid che tiene sempre piegato sul bracciolo. Domani chiederà a Roberto di dare un’occhiata. Stavolta sul serio.
Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.