Diario Quotidiano

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L’attesa del Metromare

Ferraro · Giorno 13 di 27

9 Febbraio 2026

Giorno 13 — L’attesa del Metromare

La pioggia batte sui vetri della cucina, un suono sottile che si mescola al respiro regolare di Sofia, ancora addormentata sul divano con Pallino stretto al petto. Sara versa il caffè nella tazza di Marco, il vapore si alza in spirali lente. Lui guarda l’orologio sopra il frigo: le 6:42. Il Metromare parte tra venti minuti.

«Oggi arriva tardi» dice, senza guardarla. Sara annuisce, sa che non è una domanda. Prende la giacca del magazzino dall’appendiabiti, la scuote per togliere la polvere. La stoffa è ruvida, il tessuto logoro sui gomiti. Marco la indossa senza fretta, come ogni mattina, ma oggi il peso sembra diverso. Forse è l’umidità, forse è il lunedì.

Fuori, il vento spinge la pioggia di traverso. Sara lo accompagna alla porta, gli porge l’ombrello rotto. «Stai attento» dice, ma lui è già sulle scale, i passi che rimbombano nel condominio ancora addormentato. Lei rimane sulla soglia, ascolta il rumore dei suoi scarponi che si allontana, poi chiude la porta.

In cucina, il caffè si è raffreddato. Lo butta nel lavello e accende la radio. Una voce annuncia ritardi sulla linea Roma-Lido. Sara spegne. Non serve sentirlo due volte.


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