Diario Quotidiano

Le storie sono finte. I conti tornano — anzi, non tornano.



Patatine e divano

Ferraro · Giorno 14 di 27

13 Marzo 2026

Giorno 14 — Patatine e divano

La scatola di patatine è ancora sul tavolino, aperta a metà. Sara la spinge verso Tommaso, che ne prende una manciata senza guardare. Sofia ha già Pallino in braccio, le gambe incrociate sul divano, gli occhi fissi sullo schermo. Marco si lascia cadere accanto a loro, la giacca del magazzino ancora addosso, le maniche arrotolate sui gomiti. Il Metromare ha fatto ritardo anche oggi, ma non ne parla. Non ne parla mai.

«Domani ti porto al campo» dice a Tommaso, che annuisce senza staccare gli occhi dalla TV. «Quello nuovo, con l’erba vera.» Sara alza un sopracciglio, ma non chiede. Sa che Marco ha già calcolato tutto: il biglietto del treno, il pallone usato che ha visto da Eurospin, le scarpe che dureranno ancora un po’.

Sofia sbadiglia, Pallino stretto al petto. «Mamma, domani posso portare Pallino a scuola?» Sara sorride, ma scuote la testa. «No, amore. Ma possiamo fargli una foto con il tuo disegno.» Tommaso ride, una risata secca. «Pallino a scuola? Ma se non sa neanche leggere.»

Marco prende una patatina, la spezza in due. Il sale gli resta sulle dita. Fuori, la Colombo è un brusio lontano, il rumore della città che si spegne. Per un momento, nessuno parla. Poi Sofia si accoccola contro il braccio di Marco, e lui non si sposta. Le patatine sono ancora buone.

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