Diario Quotidiano

Le storie sono finte. I conti tornano — anzi, non tornano.



Pasta al tonno e ali di carta

Ferraro · Giorno 15 di 27

11 Febbraio 2026

Giorno 15 — Pasta al tonno e ali di carta

La pentola fischia sul fuoco basso, il vapore appanna il vetro della finestra. Marco mescola la pasta con un cucchiaio di legno, la giacca del magazzino ancora addosso, le maniche arrotolate fino ai gomiti. Il tonno in scatola è aperto sul piano di lavoro, insieme a un barattolo di pelati mezzo vuoto. «Stasera si mangia presto» ha detto, e Sara non ha obiettato. Ha solo annuito, mentre asciugava i piatti con uno strofinaccio che ha visto giorni migliori.

La porta di casa si apre con un colpo secco. Sofia entra come un turbine, le guance rosse per il freddo, il giubbotto ancora abbottonato storto. «Papà! Mamma! Abbiamo imparato il grand jeté!» Le braccia si tendono in aria, le dita aperte come se volesse afferrare qualcosa di invisibile. «La maestra dice che sembriamo farfalle!» Tommaso, sdraiato sul divano con il telefono in mano, alza gli occhi solo per un secondo. «Le farfalle non esistono d’inverno» borbotta, prima di tornare a scorrere chissà cosa.

Marco spegne il fuoco. «A tavola.» La pasta è al dente, il tonno non è bruciato. Sofia si siede con le gambe penzoloni, le mani ancora in posa. «Guarda, papà, così!» E ripete il movimento, questa volta più lenta, come se danzasse solo per lui. Tommaso sbuffa, ma per una volta non dice niente. Sara sorride, tagliando un pezzo di pane in quattro parti uguali.

Stasera, per una volta, non c’è bisogno di contare le forchette.


Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.

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