La porta di casa si chiude con un colpo secco, e Sofia entra di corsa, le guance rosse per il freddo, il costume da principessa già mezzo slacciato. «Mamma, guarda!» urla, scuotendo un sacchetto di coriandoli che le esplodono tra le mani come neve colorata. Tommaso la segue, più lento, con la giacca ancora abbottonata fino al collo. «Che schifo, ne ho dappertutto» borbotta, spazzolandosi i capelli con le dita. Sara li guarda dalla cucina, le mani ancora infarinate, e sorride. «Ve l’avevo detto di non aprirli in corridoio.»
Marco è seduto al tavolo, la giacca del magazzino appesa allo schienale della sedia, e osserva la scena con un mezzo sorriso. «Sembrate un carnevale di terza categoria» dice, ma Sofia non lo ascolta. Sta già correndo verso la sua stanza, lasciando una scia di coriandoli rossi e verdi sul pavimento. Tommaso si butta sul divano, accende la TV su un cartone animato, e dopo due minuti già russa, la testa appoggiata al bracciolo.
Sara raccoglie i coriandoli a manciate, li butta nella spazzatura, ma sa che ne troverà ancora domani. E dopodomani. E per settimane. Marco si alza, le passa accanto, le sfiora la spalla. «Domani pulisco io» dice, ma lei sa che non lo farà. Non importa. Oggi c’è ancora zucchero a velo sul tavolo, e l’odore delle castagnole che si attacca alle pareti.
Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.