La sveglia non suona. Sono le sei e Sofia è già in piedi, i piedi nudi sul pavimento freddo, Pallino stretto al petto. «Mamma, è buio fuori» dice, la voce impastata di sonno. Sara si tira su, confusa, poi ricorda: l’ora legale. Un’ora rubata alla notte, e Sofia non lo sa ancora. «È primavera, amore. Dormi ancora un po’» le sussurra, ma lei scuote la testa, decisa. Vuole vedere l’alba.
Marco è già in cucina, la moka gorgoglia sul fuoco. Lascia un biglietto sotto la tazzina di Sara: "Oggi il treno parte alle 6:15. Non aspettarmi per pranzo." Lei lo trova solo quando i bambini sono già vestiti, i capelli ancora spettinati. Lo infila nel cassetto della credenza, insieme agli altri.
In chiesa, la signora del sagrato porge a Sofia un ramoscello d’ulivo. «Per la benedizione, tesoro.» Lei lo stringe come fosse d’oro. Tommaso, invece, si annoia e tira calci a un sasso sul sagrato. «Stai fermo» gli dice Sara, ma lui non la ascolta. Non oggi.
Il pranzo dai nonni è lungo, con le finestre aperte e il profumo di agnello al forno. La nonna insiste per farli restare fino al tramonto. «Un’ora in più di luce, Sara. Godetevela.» Così, dopo il caffè, camminano sul lungomare. Sofia corre avanti, l’ulivo ancora in mano. Tommaso si ferma a guardare i gabbiani. Marco fuma una sigaretta, in silenzio. Il mare è calmo, quasi immobile. Per un attimo, sembra che il tempo si sia fermato.
Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.