La porta di casa si apre con uno scatto, e Tommaso entra per primo, i capelli incollati alla fronte dalla pioggia, le scarpe da calcio sporche di fango. «Mamma, il mister ha detto che domani non si gioca, fa troppo freddo.» Sara gli passa un asciugamano senza alzare gli occhi dal lavello, dove sta sciacquando le tazze della merenda. «Meno male, così non ti ammali.»
Marco è già sul balcone, la sigaretta accesa tra le dita, il fumo che si mescola all’odore di umido che sale dal cortile. La pioggia batte leggera sui cassonetti, un suono regolare, quasi rassicurante. Dentro, Sofia saltella sul divano, Pallino stretto al petto. «Papà, quando arrivano le frittelle?»
«Tra poco, stella.» Marco spegne la sigaretta contro il muro, la getta nel posacenere di latta. Quando rientra, Sara sta già tagliando le frittelle in quattro pezzi uguali, la crema che cola dai bordi. Tommaso ne prende due senza chiedere, Sofia ne morde una e fa una smorfia. «La pasta è troppo dura.» Marco ride, le passa il suo pezzo. «Mangia la crema, allora.»
Fuori, le stelle filanti di Carnevale giacciono a terra, fradice, tra le pozzanghere. Domani sarà Quaresima, ma per ora c’è solo il sapore dolce delle frittelle e il rumore della pioggia che non smette.