Diario Quotidiano

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Il treno che non arriva

Ferraro · Giorno 24 di 27

23 Marzo 2026

Giorno 24 — Il treno che non arriva

Il Metromare fischia in lontananza, ma non è il suo. Marco guarda l’orologio del magazzino — le 17:42 — e sa già che oggi il treno è in ritardo. Di nuovo. Si appoggia al muro esterno, vicino al distributore automatico che non funziona da mesi, e accende una sigaretta. Il fumo si mescola all’odore di benzina e asfalto caldo. Dentro, il caporeparto gli ha detto di andare, ma lui aspetta ancora cinque minuti. Meglio perdere il treno che arrivare a casa con la divisa sporca di polvere.

Sara lo chiamerà tra poco, come ogni giorno. Due minuti, il tempo di passare i bambini al telefono. Tommaso gli chiederà se ha visto la partita, Sofia gli racconterà di Pallino che ha perso un occhio. Lui risponderà con monosillabi, la voce bassa. Non è stanchezza, è quel peso che gli si appoggia sulle spalle quando mancano tre giorni alla fine del mese.

Il treno arriva alle 18:05, vuoto. Marco si siede vicino al finestrino, la giacca appoggiata sulle ginocchia. Fuori, il paesaggio scorre lento: i palazzi di Acilia, poi la pineta, poi il mare che si intravede tra i binari. A Ostia Lido, scende senza fretta. Le scale di casa le fa una a una, le chiavi già in mano. Quando apre la porta, l’odore di riso e tonno lo accoglie. Sara gli sorride, ma non dice niente. Non ce n’è bisogno.

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