La pentola bolle sul fornello, un vapore denso che appanna il vetro della finestra. Sara mescola con un cucchiaio di legno, la schiena appoggiata al lavello. «Nonna Anna ha portato le zucchine» dice, senza voltarsi. «E le mele, quelle buone.» Marco annuisce, seduto al tavolo con una sigaretta spenta tra le dita. Non la accende mai in casa, ma ogni tanto se la rigira come se potesse scaldarsi le mani con quel gesto.
In corridoio, Tommaso e Sofia corrono avanti e indietro, urlando. «Pallino è scappato!» grida Sofia, stringendo il peluche-cane contro il petto. Tommaso la insegue, le scarpe da calcio che strisciano sul pavimento di graniglia. «Fermatevi!» urla Sara, ma ride. Marco si alza, spegne la sigaretta nel posacenere e si piazza in mezzo al corridoio, braccia aperte. «Blocco stradale» annuncia. I bambini gli si schiantano addosso, ridendo, e per un attimo la casa trema.
Fuori, il vento sbatte contro gli infissi di alluminio, fa vibrare il vetro rattoppato del portone. Sara abbassa il fuoco, assaggia la zuppa. «Manca il sale» mormora. Marco si avvicina, le prende il cucchiaio di mano. «Ci penso io.» E mentre i bambini ricominciano a correre, lui versa una manciata di sale, mescola, e per un momento non c’è altro rumore che quello del cucchiaio contro il metallo.
Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.