La giacca del magazzino puzza di naftalina, un odore che Marco non riesce a togliersi dalle dita. L’ha tirata fuori dall’armadio stamattina, dopo averla lasciata appesa per settimane. Sara gliel’ha stirata ieri sera, passandoci sopra il ferro con cura, come se potesse cancellare anche la stanchezza del tessuto. Ora, seduto sul Metromare, se la stringe addosso mentre il treno sobbalza sui binari. Fuori, il cielo è una lastra grigia, e il vento sbatte contro i finestrini.
Tommaso gli ha chiesto le figurine stamattina, prima di uscire. «Venerdì» ha risposto Marco, senza guardarlo. Non è una bugia, ma non è neanche una promessa. Il quaderno nero di Sara è aperto sul tavolo della cucina, con la lista della spesa scritta a matita. Pasta, latte, pane, detersivo. Niente di superfluo. Niente figurine.
Quando scende ad Acilia, il freddo gli morde le guance. Si accende una sigaretta, la fiamma trema. Il magazzino è già aperto, le luci al neon accese. Dentro, l’aria sa di cartone e di umido. Marco si infila i guanti da lavoro, quelli con le dita tagliate. Il capo gli fa un cenno, niente parole. Oggi è così.
Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.