Diario Quotidiano

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Il peso delle scarpe da calcio

Ferraro · Giorno 28 di 27

24 Febbraio 2026

Giorno 28 — Il peso delle scarpe da calcio

Tommaso si siede sul divano con le scarpe da calcio ancora ai piedi, i tacchetti sporchi di fango secco. Sara gliele slaccia senza dire niente, ma lui sente lo stesso. «Mamma, sono strette» mormora, muovendo le dita dentro i calzini umidi. Lei non risponde subito, tira fuori il piede e passa un dito sulla tomaia consumata. Il cuoio è sottile, quasi trasparente sulle punte.

«Lo so» dice infine, appoggiando la scarpa sul pavimento. «Ma per ora vanno bene.» Tommaso annuisce, ma non la guarda. Sa che non è vero. Le ha già fatte aggiustare due volte dal calzolaio sotto casa, quello che prende cinque euro a riparazione e non fa domande. Ora i tacchetti sono storti, e quando corre sente la terra che gli graffia le dita.

Marco entra in quel momento, la giacca del magazzino ancora addosso, le mani che odorano di cartone bagnato. «Che c’è?» chiede, vedendo le scarpe per terra. Sara alza le spalle. «Niente. Solo che gli vanno piccole.» Lui si china, prende una scarpa e la gira tra le mani. «Ancora un mese» dice. «Poi vediamo.»

Tommaso non chiede cosa vuol dire vediamo. Lo sa già. Significa che per ora si stringe le dita, che il fango gli entra nelle calze, che l’allenatore non gli farà giocare la partita di domenica se le scarpe non reggono. Ma non dice niente. Si alza, va in cameretta e tira fuori il quaderno dei compiti. Fuori, il vento sbatte contro i vetri della finestra, e la luce del pomeriggio è già quasi sparita.

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