Diario Quotidiano

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La pizza che non è surgelata

Ferraro · Giorno 28 di 27

27 Marzo 2026

Giorno 28 — La pizza che non è surgelata

Il forno di via delle Azzorre ha la vetrina appannata dal vapore, e l’odore di lievito e pomodoro si sente già dal marciapiede. Marco tiene la porta aperta con il piede, le mani occupate dai piatti di carta e dalle birre da un euro e cinquanta. «Sofia, attenta al gradino» dice, ma lei è già dentro, il naso all’insù verso le teglie che girano dietro il bancone.

«Quella lì, papà!» Sofia indica una pizza margherita con i bordi alti, dorati. Tommaso, invece, fissa la diavola come se fosse un trofeo. Sara sorride, ma si vede che sta calcolando: quattro fette a testa, forse cinque per Marco, e poi i bicchieri d’acqua dal rubinetto del bagno per non spendere altro. «Prendiamo quella e quella» dice, puntando la margherita e una quattro stagioni. «E una porzione di patatine, che oggi è giorno di festa.»

Fuori, si siedono sul muretto del parcheggio, i piatti sulle ginocchia. La Colombo romba in lontananza, ma qui c’è solo il rumore delle forchette di plastica e le risate di Sofia che cerca di rubare una patatina a Tommaso. Marco morde la sua fetta e chiude gli occhi un secondo. «Buona» dice, come se fosse una scoperta. Sara gli passa una birra senza guardarlo, e per un attimo non c’è altro: solo il sapore del formaggio filante, il sole che cala dietro i palazzi, e la sensazione—breve, ma vera—che qualcosa, per una volta, sia andato come doveva.

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