Diario Quotidiano

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Il peso delle buste e il pane di Sofia

Ferraro · Giorno 8 di 27

4 Aprile 2026

Giorno 8 — Il peso delle buste e il pane di Sofia

La Punto fatica un po’ in salita su via delle Azzorre, il motore che borbotta come sempre quando il carrello è pieno. Sara stringe il volante, gli occhi sulla strada ma la mente già alle scale. Tre rampe, con le buste che tagliano le dita. Tommaso è rimasto da Antonio per la partita, Sofia invece è seduta dietro, le gambe penzoloni, Pallino stretto al petto. «Mamma, posso portare io il pane?» chiede per la terza volta. Sara annuisce, sorride. «Sì, ma attenta a non farlo cadere.»

Quando arrivano al portone, il nastro adesivo sul vetro rotto sventola come una bandiera stanca. Sofia scende per prima, aggrappata al sacchetto del pane come fosse un trofeo. «Guarda, mamma, ce l’ho fatta!» Sara le accarezza i capelli, poi si carica due buste per braccio. Il peso le tira le spalle, ma non dice niente. Inizia a salire, un gradino dopo l’altro, il respiro che si fa più corto. Dietro di lei, Sofia conta i passi ad alta voce, come se fosse un gioco.

Al terzo piano, Marco è già sulla porta, la maglietta del magazzino ancora addosso. «Dai, passamele» dice, prendendo le buste senza aspettare. Sara si appoggia al muro un attimo, le mani libere che tremano appena. Sofia corre dentro, Pallino che dondola tra le sue braccia. «Papà, ho portato il pane da sola!» Marco la solleva, la fa girare. «Brava, campionessa.» Sara li guarda, poi si china a raccogliere una mela rotolata fuori da una busta. La rimette dentro, piano. La giornata è lunga, ma per ora va bene così.

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