Diario Quotidiano

Le storie sono finte. I conti tornano — anzi, non tornano.



L’odore di lana bagnata

Ferraro · Giorno 8 di 27

4 Febbraio 2026

Giorno 8 — L’odore di lana bagnata

La palestra della scuola puzza di lana umida e sudore infantile. Sara si stringe nel giubbotto, le mani affondate nelle tasche, mentre le altre mamme parlano di sci e di neve fresca. Lei annuisce, sorride, ma tiene gli occhi fissi sulla porta a vetri da cui uscirà Sofia. Il riscaldamento qui funziona, almeno. Fuori, il vento sbatte contro i vetri come se volesse entrare.

Quando la porta si apre, Sofia esce saltellando, le guance rosse per lo sforzo. «Mamma, guarda!» Si pianta in mezzo al corridoio e alza una gamba, poi l’altra, seguendo una musica che solo lei sente. Le altre mamme ridono, applaudono. Sara si china, le sistema la felpa slacciata. «Brava, amore. Ora andiamo, che papà ci aspetta.»

In macchina, Sofia continua a muovere le gambe sul sedile, canticchiando. Tommaso, seduto dietro, sbuffa. «Ma quando arriviamo? Ho fame.» Sara accende la radio, ma la voce del dj si perde nel rumore del tergicristallo che gratta il parabrezza. A casa, la pasta con le lenticchie fuma nei piatti. Tommaso fa una smorfia. «Ancora?» Sara non risponde. Sofia, invece, mangia tutto, gli occhi ancora brillanti per il passo nuovo che ha imparato.

Marco arriva tardi, il giubbotto del magazzino ancora addosso. Si siede a tavola senza toglierlo, le mani fredde. «Com’è andata la danza?» Sofia gli mostra il passo, lui annuisce, sorride. Per un attimo, l’odore di lana bagnata sembra sparire.


Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.

Saldo conto corrente

€ 1.993,00