La mimosa è piccola, un rametto storto con i fiorellini gialli che sembrano spilli. Marco la porta a casa avvolta in un foglio di giornale, la stringe tra le dita come se potesse rompersi. «L’hanno messa a un euro» dice, appoggiandola sul tavolo della cucina. Sara la prende senza una parola, la infila nel bicchiere senza manico che usa per i fiori. L’acqua è tiepida, il gambo si piega un po’ di lato.
«È storta» dice Sofia, salendo su una sedia per annusarla. «Ma profuma.»
Tommaso non alza gli occhi dal quaderno. Sta copiando i compiti, la penna che gratta sulla carta. «A scuola ne hanno portate a maestra Laura. Le ha messe tutte in fila sulla cattedra.»
Sara accende il fornello, la fiamma blu che tremola sotto la pentola. «Oggi si mangia presto. I nonni ci aspettano.»
Marco si siede, le mani ancora sporche di polvere del magazzino. «Tuo padre ha detto che fa le lasagne.»
«Lo so.» Sara sorride, ma è un sorriso stanco. Fuori, il sole batte sulle finestre, e per una volta non c’è bisogno di accendere la luce.
Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.