Diario Quotidiano

Le storie sono finte. I conti tornano — anzi, non tornano.



L’odore di resina e il tovagliolo a quadri

Ferraro · Giorno 10 di 27

6 Aprile 2026

Giorno 10 — L’odore di resina e il tovagliolo a quadri

Il sentiero nella pineta è un tappeto di aghi secchi che scricchiolano sotto i piedi. Tommaso corre avanti, le scarpe nuove già impolverate di terra rossa, le stringhe slacciate che sbattono contro le caviglie. «Mamma, guarda!» grida, indicando un pino con la corteccia squarciata, come se fosse una ferita. Sara ride, scuote la testa. «Non toccare, che ti sporchi.»

Marco cammina dietro, le mani in tasca, la sigaretta spenta tra le labbra. Non la accende, la tiene lì, come un pensiero che non vuole finire. Si ferma ogni tanto, sfiora i tronchi con le dita, lascia che la resina gli si appiccichi alla pelle. «Sembra miele», dice Sofia, tirandogli la manica. Lui annuisce, ma non risponde. Il mare, oltre gli alberi, è una striscia blu che si muove piano, come se respirasse.

Sara stende il tovagliolo a quadri sul tronco abbattuto, sistema i panini avvolti nella carta stagnola, le bottigliette di succo schiacciate nello zaino. «Mangiate, che tra poco si torna», dice, ma nessuno ha fretta. Tommaso si siede per terra, le gambe incrociate, le scarpe ormai irrimediabilmente sporche. Sofia si appoggia a Marco, la testa contro il suo braccio, Pallino stretto sotto l’ascella. «Papà, domani possiamo tornare?» chiede, la voce impastata di sonno e pane.

Marco spegne la sigaretta contro la suola, la infila in tasca. «Vediamo», risponde. Ma per una volta, non suona come una rinuncia. Suona come una promessa.


Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.

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