Diario Quotidiano

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L’olio che cola e il silenzio di Roberto

Ferraro · Giorno 16 di 27

12 Aprile 2026

Giorno 16 — L’olio che cola e il silenzio di Roberto

Il cortile puzza di benzina e olio bruciato. Roberto, il nonno, ha parcheggiato la Punto in retromarcia vicino al cassonetto, il cofano aperto come una bocca stanca. Marco gli passa la chiave inglese senza dire una parola, le mani già nere di grasso. Tommaso e Sofia giocano a rincorrersi tra le macchine, le loro risate che rimbalzano contro i muri scrostati del palazzo. Sofia stringe Pallino sotto il braccio, il peluche che le lascia una striscia di peli sulla maglietta.

«È la frizione» dice Roberto dopo un po’, asciugandosi le mani con uno straccio che ha tirato fuori dalla tasca. «Non è grave, ma non si può lasciare così.» Marco annuisce, lo sguardo fisso sul motore. Non chiede quanto costerà. Non serve. Roberto sa, e Marco sa che Roberto sa. Il nonno si china di nuovo, svita il tappo dell’olio, lo lascia cadere in una scatola di latta. «Lunedì la porto da Maurizio» ripete, come se fosse una cosa da niente. Come se non fosse un altro buco nel bilancio di fine mese.

Anna esce dal portone con un piatto di insalata e broccoli, li appoggia sul tavolino di plastica sotto il balcone. «Mangiate qualcosa, che tra poco si fredda» dice, ma nessuno ha fame. Tommaso si avvicina, curioso, e Roberto gli spiega come si cambia l’olio, le mani che si muovono sicure tra i pezzi del motore. Sofia, invece, si siede sulle scale, Pallino in grembo, e guarda suo padre. Non chiede niente. Sa che certe cose non si chiedono.

Il sole batte sulle lamiere delle macchine parcheggiate, il rumore della Colombo arriva attutito, come un brusio lontano. Marco si accende una sigaretta, soffia il fumo verso l’alto. Non dice nulla. Non c’è niente da dire.

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