Diario Quotidiano

Le storie sono finte. I conti tornano — anzi, non tornano.



Fragole e finestre aperte

Ferraro · Giorno 23 di 27

19 Aprile 2026

Giorno 23 — Fragole e finestre aperte

Il sacchetto di fragole è sul tavolo, ancora umido di rugiada. Anna l’ha portato stamattina, "le prime vere, non quelle di serra", e Sara le ha lavate sotto l’acqua fredda, le dita che si tingevano di rosso. Tommaso ne ha presa una manciata e è corso giù in cortile, Sofia invece si è seduta sullo sgabello della cucina, le gambe penzoloni, e ha cominciato a mangiarle una dopo l’altra, senza respiro. "Basta, Sofi, che poi ti fa male", ma lei ha riso, la bocca sporca di succo, e ha detto: "Solo un’altra, mamma, solo un’altra".

Ora sono le due e mezzo e Sofia è sdraiata sul divano, le ginocchia tirate al petto, Pallino stretto contro la pancia. "Mi fa male qui", dice, indicando un punto vago sotto l’ombelico. Sara le passa una mano sulla fronte, fresca, e le dà un bicchiere d’acqua. "Tra un po’ passa", mormora. Dalla finestra aperta entra l’odore del mare, mescolato al profumo dolce delle fragole lasciate sul davanzale. In cortile, Tommaso grida qualcosa a un compagno, la voce acuta che si perde tra i palazzi.

Marco è sul divano, le gambe allungate sul tavolino, un libro di Camilleri aperto sulle ginocchia. Non lo aveva mai letto, l’aveva preso dalla libreria Billy per caso, e ora gira le pagine con lentezza, come se ogni parola pesasse. Ogni tanto alza gli occhi verso Sofia, ma non dice niente. Fuori, il sole batte sulle piastrelle del balcone, e per la prima volta quest’anno non fa freddo.

Sara si appoggia al davanzale, le braccia incrociate. Guarda i bambini giocare, le loro ombre lunghe sull’asfalto del cortile. Aprile a Ostia è questo: finestre aperte, fragole troppo dolci, e il tempo che sembra fermarsi per un attimo, prima di ricominciare a correre.


Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.

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