Diario Quotidiano

Le storie sono finte. I conti tornano — anzi, non tornano.



Il post-it e il profumo di caffè

Ferraro · Giorno 28 di 27

24 Aprile 2026

Giorno 28 — Il post-it e il profumo di caffè

La moka è già sul fornello quando Sara si sveglia, il biglietto sotto la tazzina piegato in due. "Quasi." Nient’altro. Lo infila nel cassetto della credenza, accanto agli altri, e accende il gas. Il caffè sale con un gorgoglio lento, riempie la cucina di un odore che sa di mattina e di abitudine.

Tommaso è già in piedi, i capelli spettinati e la maglia del Roma stropicciata. "Oggi vincono, vero?" Sara gli versa il latte nei cereali senza rispondere. Fuori, il sole batte sulle persiane chiuse, ma l’aria è ancora fresca. Sofia strascica i piedi in corridoio, Pallino stretto sotto il braccio. "Mamma, oggi a scuola facciamo i fiori di carta. Posso portare un po’ di carta colorata?"

Marco torna dal lavoro con la giacca del magazzino slacciata, le spalle curve. "Hanno perso" dice, buttando le chiavi sul tavolo. Non serve chiedere chi. Sara gli passa una birra dal frigo, quella che tiene per le serate così. Tommaso alza gli occhi dal piatto, deluso. "Ma il prossimo giro li distruggiamo!" Marco gli scompiglia i capelli, ma non sorride.

La pizza surgelata gira nel forno, il formaggio si scioglie in bolle dorate. Tommaso si addormenta sul divano prima del secondo tempo, la testa appoggiata al braccio di Marco. Quando lo solleva per portarlo a letto, il bambino pesa come un sacco di pietre. "Tre giorni" mormora Sara, spegnendo la luce del soggiorno. Fuori, il rumore della Colombo è un brusio lontano, quasi rassicurante.


Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.

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