Il sole picchia già alle dieci, anche se è solo aprile. Marco si è tolto la felpa e l’ha legata in vita, la maglietta del magazzino gli si appiccica addosso. Tommaso gli corre intorno con il pallone sottobraccio, urlando che oggi segnerà almeno tre gol. "Daje, papà, vieni!" Marco alza gli occhi al cielo ma si lascia trascinare verso il campetto sul pontile, dove altri padri e figli si passano la palla tra le risate.
Sofia, invece, è china sulla battigia. Ha già riempito le tasche del giubbottino di conchiglie — piccole, bianche, con ancora qualche granello di sabbia attaccato. "Guarda, mamma, questa è a forma di cuore!" Sara sorride, seduta sulla panchina con il suo caffè del bar, il bicchierino di plastica che le scalda le mani. Il lungomare è pieno di gente: famiglie, coppie, anziani che camminano lenti. Qualcuno ha portato un pallone, qualcun altro un frisbee. Nessuno ha fretta.
Tommaso tira un calcio troppo forte, la palla finisce in acqua. Marco ride, si toglie le scarpe e va a recuperarla, i pantaloni arrotolati fino al ginocchio. L’acqua è fredda, ma non importa. Quando torna, Sofia gli corre incontro e gli infila una conchiglia in tasca. "Per te, papà." Lui la guarda, poi la stringe in mano senza dire niente.
Sara li osserva da lontano, sorseggia il caffè. Il mare oggi è calmo, l’aria sa di sale e di primavera. Per un momento, tutto sembra semplice.
Generato con IA. I personaggi sono inventati. I dati economici provengono da fonti ISTAT, ARERA, INPS.