Sara chiude il quaderno con un colpo secco, la penna ancora tra le dita. "+1850" scritto in alto a sinistra, la grafia precisa come sempre. Sul tavolo, quattro piatti di carta e una bottiglia d’acqua frizzante — quella buona, non quella del discount. La pizza al taglio è ancora calda, il formaggio filante si attacca ai denti di Tommaso mentre Sofia cerca di staccare un pezzo di mozzarella con le dita.
«Mamma, siamo ricchi?» chiede Sofia, la bocca mezza piena.
«Fino a giovedì, amore» risponde Sara, tagliando un altro pezzo per Marco. Lui ride, si pulisce le mani sui jeans e prende la birra dal frigo — quella da un euro e cinquanta, ma stasera va bene così.
Fuori, il cortile è vuoto, solo il rumore delle auto sulla Colombo in lontananza. Tommaso racconta della partita di calcio, Sofia fa girare Pallino sul tavolo come fosse un trofeo. Sara li guarda, poi guarda Marco. Lui alza la bottiglia in un brindisi muto.
«Adesso si ricomincia» dice, e per una volta non sembra una battuta.